La redazione

Una delle tante realtà che lavora per rendere la detenzione un percorso umano, rispettoso, efficace.
un laboratorio aperto all’analisi e alla visione del diritto oggi, nella sua definizione e nella pratica quotidiana, istituzionale e sociale.

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Il carcere ha oggi molti nomi: prigioni ma anche TSO, carcerazione preventiva, detenzione temporanea, case di affido.
La poliedricità della detenzione è certamente effetto degli eccessi normativi, ma è anche il fallimento di un lungo eco di appello al senso profondo del diritto, dello stato civile e del rispetto per l’uomo che trova in Cesare Beccaria -che affidò a Dei delitti e delle pene, a soli 25 anni, il suo illuminato senso della giustizia, del bene comune, del rispetto laico per la vita-  la sua più lucida formulazione.

Nella realtà mediata dalla tecnologia e dai dispositivi che ci tengono connessi eppure distaccati, il giustizialismo è un morbo che va combattuto con il racconto, la conoscenza, la vicinanza.
A noi che siamo il tempo delle parole, delle connessioni e della globalizzazione è affidato il compito di tirare le fila di quattrocento anni di contraddizioni: dalla tortura alla morte per pena, il tema del diritto alla vita, della dignità e della commisurazione della punizione, della certezza della giustizia nonché del rispetto dell’essere umano e della sua dignità è quanto mai attuale e potente, necessario e utile.